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X RAPPORTO ANNUALE SULLE FONDAZIONI BANCARIE E SINTESI DEI BILANCI 2004.

14/12/2005
Ufficio Stampa Acri
L'Acri, l'associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria, anticipa i dati salienti dell'annuale Rapporto sulle Fondazioni relativo all'esercizio 2004, che sara' disponibile in tempi brevi sul sito dell'Associazione, all'indirizzo www.acri.it. Allo stesso indirizzo saranno presto reperibili anche i bilanci 2004 di tutte le 88 Fondazioni. Al 31 dicembre 2004 il patrimonio contabile complessivo delle Fondazioni di origine bancaria ammonta ad oltre 41 miliardi di euro, crescendo del 2,4% rispetto all'anno precedente. E' suddiviso fra realta' molto diverse per dimensioni, oltre che per operativita' territoriale, e per meta' si concentra nelle prime cinque Fondazioni: Fondazione Cariplo, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

Con circa 1.200 milioni di euro di donazioni, pari ad oltre 23.000 interventi deliberati nel corso dell'anno, il 2004 si segnala come particolarmente positivo per l'attivita' delle Fondazioni, che dal 1993 al 2004 hanno complessivamente elargito alla collettivita' oltre 7,3 miliardi di euro - ha detto Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri -. La valenza sociale, culturale e civile delle loro iniziative ne fa soggetti di valore primario nello sviluppo anche economico e nella valorizzazione dei territori in cui operano. Come ogni anno il Rapporto si propone di farne conoscere meglio il modo di operare, anche per far comprendere qual e' l'apporto che danno alla societa' e qual e' il loro ruolo di 'motore' del non profit'.

Il peso sul totale dell'attivo delle partecipazioni nelle banche si attesta intorno al 29%, pari a 13,6 miliardi di euro. Le altre attivita' fruttifere investite in strumenti finanziari diversi dalle partecipazioni bancarie, rappresentano il 66,3%, pari a 30,8 miliardi di euro; mentre gli investimenti in attivita' immobiliari sono poco piu' dell'1% dell'attivo. Attualmente su 88 Fondazioni 15 non hanno piu' partecipazioni dirette nella conferitaria; 57 ne detengono una quota minoritaria; le altre 16 hanno piu' del 50% (nel rispetto della normativa vigente, in quanto dotate di un patrimonio netto inferiore ai 200 milioni di euro al 31 dicembre 2002 o con sede in regioni a statuto speciale) e, nel loro complesso, rappresentano il 4,8% del totale dei patrimoni delle Fondazioni, mentre le banche da esse partecipate costituiscono meno del 2% dell'attivo dell'intero sistema bancario.

Nel 2004 il totale dei proventi ordinari delle Fondazioni ammonta a 2.053,5 milioni di euro, segnando un aumento dell'1,7% rispetto ai 2.019 del 2003. Si rileva una crescita dei proventi derivanti dalle gestioni patrimoniali individuali, che fanno segnare un tasso medio di rendimento del 4,4%, rispetto al 3,9% del 2003. Il totale dei dividendi da partecipazioni, pressoche' stabile in valore, si riduce come peso percentuale sul totale dei proventi; i soli dividendi dalle conferitarie aumentano da 910 a 926 milioni di euro.

I proventi straordinari sono stati pari a 182 milioni di euro, in parte derivanti da plusvalenze su cessione di partecipazioni nelle banche. Sommati ai proventi ordinari hanno generato proventi totali per 2.235,5 milioni di euro (2.127 nel 2003). L'incidenza dei costi di funzionamento rispetto ai proventi totali e' passata dal 7% del 2003 al 6,5% del 2004. Gli oneri per gli Organi collegiali rimangono pressoche' stabili, mentre si registra un lieve aumento del costo del personale, collegato al progressivo consolidarsi delle strutture organizzative interne, sempre piu' autonome e distaccate dalle originarie banche, nonche' alla necessita' di acquisire figure professionali con competenze adeguate a svolgere compiti istituzionali via via piu' complessi.

La redditivita' netta media del patrimonio complessivo delle Fondazioni si consolida al 5%; sale al 5,4% se si considerano i proventi totali che includono il risultato della gestione straordinaria. Il saldo della gestione straordinaria (proventi straordinari meno costi straordinari, pari a 5,5 milioni di euro) passa da 84 milioni nel 2003 a 176 nel 2004. La redditivita' delle partecipazioni bancarie, misurata in rapporto al valore di libro, si attesta al 6,9%, evidenziando un lieve aumento rispetto al 6,5% del 2003. L'indice della redditivita' degli investimenti finanziari e' del 3,7% (nel 2003 era il 3,9%).

L'avanzo di gestione sui proventi totali e' stato del 90,3%, pari a 2.015 milioni di euro, con un incremento del 4,9% sui 1.921 miliardi del 2003. In linea con l'esercizio precedente, circa il 33% dell'avanzo di gestione, pari a 663 milioni di euro, e' stato accantonato a riserve patrimoniali (Riserva obbligatoria + Riserva per l'integrita' del patrimonio); il resto, pari nel 2004 a 1.346 milioni di euro (1.289 nel 2003), e' stato destinato all'attivita' istituzionale; nell'ambito dell'attivita' istituzionale 1.274,9 milioni di euro sono gia' stati deliberati nel 2004 (di cui 1.169,5 milioni di euro per interventi erogativi e 105,4 milioni di euro per i fondi speciali per il volontariato in base alla Legge 266/91), mentre il rimanente e' andato a stanziamenti per i fondi a sostegno dell'attivita' erogativa futura.

Rispetto al 2003 l'importo complessivo erogato e' cresciuto del 12%, da 1.143 a 1.274,9 milioni di euro nel 2004. Esso comprende anche le risorse destinate a progetti realizzati direttamente dalle Fondazioni, che rappresentano complessivamente il 7% del totale, nonche' le risorse destinate all'attivita' di proprie imprese strumentali, appositamente costituite per l'intervento in specifici settori (9,5% del totale erogato). Il numero delle iniziative finanziate e' aumentato dell'1,4%, 23.116 contro 22.804 nel 2003. Il numero medio di progetti per Fondazione e' passato da 259 nel 2003 a 263 nel 2004. Il valore medio per iniziativa si e' assestato a 54.846 euro (49.888 nel 2003).

I settori nei quali le Fondazioni sono presenti in maggior numero sono Arte, attivita' e beni culturali e Volontariato, filantropia e beneficenza (tutte le 88 Fondazioni), Educazione, istruzione e formazione (85), Salute pubblica (77), Ricerca (61), Assistenza sociale (67). E' da osservare che a partire dalla rilevazione di quest'anno, il sistema di classificazione dei settori e' stato aggiornato e integrato in modo tale da consentirne l'allineamento con l'elenco dei 20 'settori ammessi'1 contemplati dalla normativa vigente. I necessari adattamenti fanno si' che non sempre e' possibile proporre il confronto tra i dati del 2004 e quelli del 2003. Ne sono un esempio gli interventi a favore delle famiglie a rischio, che oggi vengono classificate a parte nel settore Famiglia e valori connessi mentre prima erano inclusi nel settore Assistenza sociale.

La distribuzione delle risorse vede confermato quale primo settore di intervento, con una quota del 32,2% (era il 29,7% nel 2003) Arte, attivita' e beni culturali. Segue Volontariato, filantropia e beneficenza, in progresso rispetto al 2003, ricevendo il 13,2% degli importi erogati (era a quota 12% nel 2003). Quindi c'e' Educazione, istruzione e formazione con l'11,8%, diminuendo il proprio peso percentuale rispetto all'anno precedente (era al 16,2%). Al quarto posto si posiziona il settore Salute pubblica che, fra tutti, registra l'incremento piu' significativo con quota 11,5% (era all'8,1%). In posizione molto ravvicinata, rispettivamente con il 10,7% e il 10,3% degli importi, ci sono i settori dell'Assistenza sociale e della Ricerca. Al settimo posto si colloca lo Sviluppo locale, con il 6,2% delle erogazioni (6,6% nel 2003). Con uno stacco notevole rispetto a quelli sin qui esaminati, seguono gli altri settori, che hanno un peso complessivo del 4,1% relativamente agli importi erogati. Tra essi si segnalano Protezione e qualita' ambientale, che raccoglie 21,7 milioni di euro, Sport e ricreazione con 15,7 milioni di euro, Famiglia e valori connessi a cui sono stati destinati 10,6 milioni di euro.

La quota maggiore degli importi assegnati e' stata assorbita dalle erogazioni annuali maggiori di 5.000 euro, che rappresentano l'82,9% del totale erogato e il 52% del numero di interventi. Le erogazioni superiori a 100.000 euro, incidono quanto ad ammontare per il 74,6% (nel 2003 rappresentavano il 72,1%), pur risultando in termini di numero pari solo al 9% di tutte le erogazioni (8% nel 2003). Le erogazioni di importo unitario superiore a 500 mila euro rappresentano il 47,2% del totale erogato (lo scorso anno erano il 44,5%), interessando appena il 2% del totale interventi. Le erogazioni di importo non superiore a 5.000 euro mantengono invariata la propria incidenza, entro limiti molto contenuti e difficilmente comprimibili2 : esse rappresentano il 2,1% degli importi erogati e il 45% del numero di iniziative (nel 2003 erano il 43,9%). E' da evidenziare che tornano a crescere le erogazioni pluriennali3 , coprendo il 15% del totale erogato. Dopo la sensibile flessione del 2003 (erano scese infatti dal 16,7% al 6,6%) determinata dal divieto imposto alle Fondazioni di svolgere attivita' di straordinaria amministrazione (ivi inclusi i piani di intervento pluriennali), nel 2004 le Fondazioni hanno potuto riprendere la programmazione di interventi pluriennali grazie alla soluzione del contenzioso giuridico che le riguardava, definitivamente risolto dalla Corte Costituzionale con le sentenze n. 300 e n. 301 del settembre 2003.

In merito ai beneficiari delle erogazioni, si registra una sostanziale stabilita' dei dati rispetto al 2003: i soggetti privati confermano la propria posizione di preminenza ottenendo il 59,1% degli importi erogati e il 67,3% per numero di interventi, contro rispettivamente il 40,9% e il 32,7% dei beneficiari pubblici. Fra le categorie di beneficiari privati i piu' importanti sono: Associazioni (16,6% degli importi, di cui l'1,2% destinato ad Associazioni di promozione sociale), Fondazioni (11,1%), Organizzazioni di volontariato (10,7%), Cooperative sociali (2,0%). Un'elevata percentuale delle erogazioni e' attribuita alla categoria Altri organismi privati (19,3%), tra cui sono incluse le istituzioni religiose. Tra i soggetti pubblici, gli Enti locali sono i destinatari principali, con il 23,2% del totale erogato (nel 2003 era il 26,8%), attestandosi al primo posto in assoluto fra tutte le categorie di beneficiari pubblici e privati. Nel comparto dei beneficiari di natura pubblica mostrano un evidente progresso gli Enti pubblici non territoriali (includono Scuole, Universita', Strutture sanitarie, Istituti di accoglienza e beneficenza, ecc.) che accrescono la propria incidenza sul totale degli importi erogati da 11,3% nel 2003 a 15,5% nel 2004. Pressoche' invariata, e marginale, resta invece la quota destinata alle Amministrazioni pubbliche centrali (1,6% in luogo di 1,8%).

La forte caratterizzazione localistica dell'attivita' erogativa delle Fondazioni, pur confermandosi, nel 2004 trova una significativa attenuazione. Le erogazioni destinate alla regione di appartenenza sono sempre in larga maggioranza (82,5% degli importi e 92,6% del numero di iniziative), ma la loro incidenza sul totale generale diminuisce di 6,3 punti percentuali rispetto al 2003. Sono in forte crescita, per converso, le erogazioni che si proiettano verso ripartizioni geografiche4 diverse da quella di appartenenza e raggiungono il 10,6% del totale erogato (2,3% nel 2003). Su questo incremento ha inciso il Progetto Sviluppo Sud5 , promosso dalle Fondazioni per attenuare il divario nelle erogazioni fra il Meridione e il resto del Paese, determinato da una prevalente presenza delle Fondazioni nel Nord e nel Centro (76 sul totale di 88). II 6,2% degli importi (e il 2% degli interventi) e' infine destinato a iniziative di valenza nazionale6 (l'8,2% degli importi nel 2003).

In merito alla distribuzione geografica delle erogazioni, al Nord va il 70,8% delle somme erogate, con una leggera flessione di incidenza rispetto al 2003 (-1%) e con l'avvicendamento in testa alla graduatoria tra il Nord Est (ora primo con il 37,4% degli importi totali) e il Nord Ovest (che adesso segue con il 33,4%). Il Centro mantiene sostanzialmente invariata la sua quota, attestandosi al 25,3% degli importi totali contro il 25,5% dell'anno precedente. Il Sud e Isole, che pure mantiene un pesante differenziale negativo rispetto alle altre ripartizioni, ottiene nel 2004 il risultato migliore di sempre: passando dal 2,7% del 2003 al 3,9% del 2004, con un incremento delle erogazioni del 68,5%.



Ufficio Stampa Acri

Telefono: 06/68184.207-330

Responsabile Linda Di Bartolomeo

Telefono: 06/68184.262



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1 Famiglia e valori connessi; crescita e formazione giovanile; educazione, istruzione e formazione, incluso l'acquisto di prodotti editoriali per la scuola; volontariato, filantropia e beneficenza; religione e sviluppo spirituale; assistenza agli anziani; diritti civili; prevenzione della criminalita' e sicurezza pubblica; sicurezza alimentare e agricoltura di qualita'; sviluppo locale ed edilizia popolare locale; protezione dei consumatori; protezione civile; salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa; attivita' sportiva; prevenzione e recupero delle tossicodipendenze; patologie e disturbi psichici e mentali; ricerca scientifica e tecnologica; protezione e qualita' ambientale; arte, attivita' e beni culturali; realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilita'.

2 Ancora oggi le Fondazioni puntano a mantenere una presenza a sostegno delle piccole iniziative locali, che animano il settore non profit delle comunita' di riferimento delle Fondazioni stesse.

3 Per quanto riguarda i progetti pluriennali sono stati presi in considerazione gli importi imputati alla competenza dell'esercizio.

4 Le ripartizioni geografiche qui considerate sono le quattro tradizionali aree in cui viene comunemente suddiviso il territorio dell'Italia: Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole.

5 Il Progetto, a cui hanno aderito 45 Fondazioni (tra cui tutte le piu' grandi), ha previsto lo stanziamento di circa 27 milioni di euro per il sostegno di progetti da realizzare nelle regioni meridionali.

6 Si intendono come tali quelle iniziative per le quali risulta impossibile circoscrivere i benefici dell'intervento nell'ambito esclusivo di una singola parte del territorio nazionale, in relazione alla particolare importanza delle opere coinvolte negli interventi, ovvero dall'ampiezza delle loro ricadute economiche, sociali e culturali.


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