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GIOVANI E VOLONTARIATO

16/04/2015

Il 91% dei giovani italiani considera il volontariato un’esperienza formativa importante. L’80,4% dichiara inoltre di essere “molto” o “abbastanza” d’accordo sul fatto che per tutti i giovani sia utile fare un’esperienza di impegno civico a favore della propria comunità, anche senza compenso in denaro. Di fronte a questa ampia disponibilità ad essere coinvolti solo una parte limitata di giovani lo è finora stata effettivamente: solo poco più di un intervistato su dieci (11,7%) è impegnato o ha svolto un’esperienza di servizio civile e circa la metà (50,2%) non ha mai svolto attività di nessun tipo in ambito sociale. Sono questi alcuni dei dati del Rapporto Giovani, l’indagine nazionale sulla condizione giovanile in Italia promossa dall’Istituto Toniolo in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e con il sostegno di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo. In tale contesto l’80,4% dei giovani italiani dichiara di essere “molto” o “abbastanza” d’accordo sul fatto che per tutti i giovani sia utile fare un’esperienza di impegno civico e sociale a favore della propria comunità, anche senza compenso in denaro.
Solo una parte limitata di giovani, però, come emerge dalla ricerca, è impegnata o ha svolto un’esperienza di servizio civile (11,7%) e circa la metà dei giovani (50,2%) non ha mai svolto attività di nessun tipo in ambito sociale. Gli aspetti considerati più importanti per un’esperienza di questo tipo sono prima di tutto quello di “aiutare i giovani a crescere come persone” (96% concordano “molto” o “abbastanza” con questa affermazione) seguito dall’“arricchire le competenze utili per la vita sociale e lavorativa” (95%) e dall’incentivare la formazione di “cittadini attivi e intraprendenti” (94.3%). Molto alti, pur venendo dopo, sono anche gli aspetti più rivolti alle ricadute positive della propria azione verso gli altri (“esprimere valori di solidarietà” e “rafforzare il senso di comunità”, rispettivamente al 93.9 e al 92.0%). La remunerazione non è l’aspetto più importante (anche se raggiunge una percentuale comunque piuttosto elevata). L’impressione è che in Italia ci sia una ampia domanda di partecipazione sociale dei giovani che non ha finora trovato adeguati strumenti di valorizzazione.
I dati della ricerca del “Rapporto giovani” condotta a fine 2014 confermano questa impressione arricchendo ulteriormente il quadro in relazione anche alle nuove proposte con il “Servizio civile universale”. Gli aspetti positivi dell’impegno civico e sociale sono maggiormente riconosciuti dalle donne e nell’Italia centrale. Le differenze emergono soprattutto quando ci si focalizza su chi risponde “molto”. In tal caso i primi tre aspetti apprezzati nelle diverse ripartizioni geografiche risultano essere: al Nord l’aiutare a crescere come persone (59,0%), al Centro lo stimolare a diventare cittadini attivi e intraprendenti (64,5%) al Sud, l’essere anche un’occasione per arricchire conoscenze e competenze utili per la vita sociale e lavorativa (65,1%). Emergono differenze anche sugli aspetti considerati più importanti. Nel Sud il consenso maggiore lo ottiene l’essere “occasione per arricchire conoscenze e competenze utili anche nel mondo del lavoro” mentre nel Nord prevale l’importanza di “aiutare i giovani a crescere come persone”.
L’aspetto di utilità per il lavoro tende quindi ad essere maggiormente sentita nel Mezzogiorno. In ogni caso, anche nel Sud dove le condizioni di lavoro e di reddito sono più penalizzanti, chi considera molto importante avere una remunerazione e’ la minoranza. I valori civici risultano invece più forti nel Centro: “stimolare i giovani a diventare cittadini attivi” e “rafforzare il senso di appartenenza alla comunità” raccolgono molti più consensi qui rispetto alle altre ripartizioni.

In vista dell’Expo 2015 che si svolgerà a Milano a partire dal 1 maggio, è stata condotta un’altra ricerca sempre sul tema della partecipazione dei giovani al mondo del volontariato. La metà delle migliaia di giovani (età media 27 anni) che hanno risposto al Programma volontari Expo 2015 (12 mila gli aspiranti, 7.500 quelli che svolgeranno servizio nei padiglioni) è alla prima esperienza nel volontariato. Le domande sono arrivate da 128 Paesi e, se si escludono gli italiani, i più rappresentati saranno i cinesi. Quasi tutti hanno una laurea o un diploma di scuola media superiore.
Gli italiani sono il 77% del totale, la seconda nazione più rappresentata è la Cina con l’11% (quasi la metà di tutti gli stranieri). Per il terzo paese si deve arrivare all’1% dei francesi, a seguire ci sono India, Perù; Germania, Usa e Russia. Una sottolineatura viene data dal fatto che si parla di Paese di nascita, quindi tra gli italiani ci possono essere anche le seconde generazioni.
Tra gli italiani i più presenti sono i lombardi che rappresentano poco più della metà (53%) a seguire i piemontesi (9%) e a pari merito con più o meno il 5% si trovano siciliani ed emiliano-romagnoli.
L’87% degli aspiranti volontari ha meno di 35 anni. I lavoratori sono il 16% del totale, mentre i pensionati sono il 4%. Tra i profili risulta anche un 11% di inattivi, mentre il 7% non ha indicato nulla.

Info: www.istitutotoniolo.it

Info: www.expo2015.org


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