Vai ai contenuti

News dalla Consulta Nazionale

Archivio news

News dalla Consulta Nazionale

RIFORMA DEL TERZO SETTORE: CAPITOLO DUE

17/10/2014

È ai nastri di partenza la riforma per il riordino del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale già approvata lo scorso 10 luglio dal Consiglio dei ministri, su proposta del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. Il disegno di legge delega è stato varato dal governo al termine di un percorso condiviso con i soggetti del Terzo Settore, chiamati nei mesi scorsi a rispondere a una consultazione pubblica alla quale hanno partecipato più di mille soggetti.

Le risorse
Per quanto riguarda le risorse, a parte quelle per il Servizio civile (su cui c'è già una copertura finanziaria per reclutare nel 2015 35.000 ragazzi e l'obiettivo è di arrivare entro il 2017 ai 100.000), per il momento sono 50 milioni di euro, che costituiranno un fondo destinato a far decollare le prime imprese sociali. Ma il testo del disegno di legge indica la possibilità di reperire, con la legge di stabilità, risorse da destinare alla stabilizzazione del 5 per mille e all'impresa sociale, tramite il finanziamento del “Fondo rotativo a condizioni agevolate gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali”.

La consultazione
Sulla riforma del Terzo Settore, come dicevamo, è stata lanciata una consultazione popolare alla quale hanno risposto 1.016 soggetti (fra associazioni, cooperative, fondazioni e soggetti del mondo del volontariato), di cui solo il 14,8% non pertinenti, come ha riferito il ministero del Lavoro. Tra le risposte valide, il 37,4% è venuto da organizzazioni non profit, il 38,5% da cittadini, il 7,2% dal mondo delle imprese, dei sindacati e degli ordini professionali e il 2,3% da amministrazioni pubbliche e università. Tra le istanze più gettonate, “lavorare alle fondamenta giuridiche”, “al servizio civile”, “al sostegno economico del settore”, “all'impresa sociale”, “alla sussidiarietà”.
Il testo del disegno di legge attribuisce al governo la delega ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di delega, uno o più decreti legislativi recanti il riordino e la revisione organica della disciplina degli enti privati del Terzo settore e delle attività che promuovono e realizzano finalità solidaristiche e di interesse generale, anche attraverso la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale in attuazione del principio di sussidiarietà. Questo al fine di sostenere la libera iniziativa dei cittadini associati per perseguire il bene comune, elevare i livelli di cittadinanza attiva, coesione e protezione civile, favorendo la partecipazione, l'inclusione e il pieno sviluppo della persona e valorizzando al contempo il potenziale di crescita e occupazione del settore.
Nello specifico, i decreti attuativi dovranno disciplinare la costituzione, le forme organizzative e di amministrazione e le funzioni degli enti privati che, con finalità ideale e senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d'interesse generale, di valorizzazione della partecipazione e di solidarietà sociale, ovvero producono o scambiano beni o servizi di utilità sociale, anche attraverso forme di mutualità con fini di coesione sociale.

Stimolare la partecipazione
L’obiettivo della riforma, secondo il ministro Giuliano Poletti, è di introdurre nuove e importanti misure in grado di stimolare la partecipazione attiva delle persone e delle comunità. «La partecipazione responsabile dei cittadini e la loro capacità di auto organizzarsi – ha spiegato – sono fondamentali per dare risposte ai problemi del Paese, affiancandosi sia al ruolo svolto dallo Stato sia a quello svolto dal mercato». È quindi necessario «dare un riconoscimento sostanziale a questa funzione definendone le condizioni attraverso la legge e riconoscendo questa partecipazione come un dato strutturale della nostra società».
Il sottosegretario Luigi Bobba, che ha collaborato attivamente alla stesura del testo della delega, ha illustrato la riforma, che mira a semplificare, riordinare e innovare la legislazione che regola la materia. Fra le novità più significative, la semplificazione delle modalità con cui una associazione può ottenere il riconoscimento della personalità giuridica, la creazione di un Registro unico delle associazioni di Terzo settore, la modifica della legislazione fiscale.
Sul fronte del servizio civile universale, il sottosegretario Bobba ha aggiunto che «grazie a questo disegno di legge delega abbiamo rimesso benzina nel motore in maniera che, fra la fine del 2014 e i primi mesi del 2015, circa 35 mila giovani potranno accedere a un'esperienza di servizio civile, anche grazie a misure specifiche destinate a utilizzare risorse contenute nel piano Garanzia giovani».

Riguarda tutti gli attori
Della riforma se ne è parlato anche durante il Nonprofit Leadership Forum, un momento di confronto per favorire il dibattito sulle buone prassi di collaborazione tra Profit, Non Profit e Pubblica Amministrazione che si è svolto a Roma l’8 e il 9 ottobre.
«Con il processo di riforma avviato dal governo – ha commentato Massimo Coen Cagli, direttore scientifico di Scuola di Roma Fund-Raising.it – per la prima volta è stata data la giusta attenzione all’impatto dell’azione sociale e alla sua valutazione in termini economici. Attenzione però, questo processo non deve riguardare solo il Terzo Settore ma tutti gli attori del welfare. Lo strumento per sostenere questo grande cambiamento culturale c’è ed è il fundraising che finora è stato considerato solo un viatico per tappare le falle della sostenibilità delle associazioni. Senza fundraising non si sostiene il Welfare. Per questo noi fundraiser abbiamo chiesto a Bobba di aprire urgentemente un Tavolo per discutere del fundraising nella Riforma».


Altre news




Pagina:

 5  6  7  8



Consulta Nazionale CO.GE. Via del Corso, 262/267 - 00186 ROMA
Tel. 06 68 18 41 - Fax 06 68 184 389 - info@consultacoge.it

Torna all'inizio pagina